Articolo pubblicato sul Quotidiano di Lecce in data 01/03/2018

SOLO SLOGAN ELETTORALI: LA TUTELA DELL’AMBIENTE IGNORATA DALLA POLITICA

Convinto che la coerenza è un punto di forza delle persone seriamente impegnate, che ne fanno un principio fondante della loro opera e della loro esistenza, sono sconvolto da tutto ciò che oggi si ascolta in campagna elettorale. Promesse e promesse da tutte le parti in campo, molte delle quali irrealizzabili, ma nessuna riflessione pacata su ciò che realmente è necessario e possibile.

Soffermo l’attenzione solo su alcuni temi, che, a mio avviso, sono di vera urgenza nazionale: la tutela del territorio, dell’ambiente, della salute e lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Ebbene, per quanto concerne il primo punto, faccio notare che al Senato è fermo, da circa due anni, un disegno di legge sul contenimento del consumo del suolo, che, probabilmente, non vedrà mai la luce per contrasti tra le varie forze politiche, eppure nessuno ne parla. Provvedimento, che reso operativo, potrebbe portare, secondo quanto previsto nel dispositivo legislativo approvato dalla Camera, ad azzerare il consumo entro il 2050, a tutelare le aree agricole, incentivare la rigenerazione urbana, semplificare le procedure per gli interventi di riqualificazione.

Se teniamo conto che il consumo di suolo comprende anche aree di rilevanza paesaggistica, naturalistica e di estrema vulnerabilità a rischi ambientali, con conseguenza di frane e alluvioni, si comprende sempre più l’urgenza di un dispositivo che ne limiti il consumo anche ad impianti come il gasdotto TAP.

E’ di questi giorni inoltre una proposta politica, che, per bloccare la demolizione degli edifici costruiti in difformità alle leggi esistenti, propone un possibile condono edilizio per i casi di abusivismo di necessità, che, se malauguratamente un giorno dovesse essere presa in considerazione, potrebbe portare ad una sanatoria generalizzata, con gravissimi danni per il territorio.

Altro grave problema, di cui in campagna elettorale non si parla, se non fugacemente, è il tema dell’ambiente e della tutela della salute, settori nei quali l’Italia evidenzia un forte ritardo, sia nell’adottare alcune direttive europee, sia nel porre in atto strategie necessarie per limitarne i danni. I continui richiami della Comunità europea al rispetto delle normative vigenti spesso rimangono inascoltati da parte dei nostri governanti, con grave danno, non solo economico, per le diverse multe che paghiamo, ma anche perché queste inadempienze incidono negativamente sulla qualità della vita.

E’ di questi giorni, ad esempio, il richiamo al rispetto dei limiti di inquinamento atmosferico, causa di decine di migliaia di morti premature all’anno, circa 91.000 solo in Italia, dovute allo smog, Se a queste poi si aggiungono le decine di migliaia di morti dovute all’inquinamento industriale, alla gestione irregolare dei rifiuti, all’uso sconsiderato di prodotti inquinanti in agricoltura, all’inquinamento della falda acquifera, all’inquinamento in ambito domestico, ai mancati o limitati controlli da parte degli organi preposti – e potrei continuare-, le cifre si allungano.

Di questo in campagna elettorale non si parla e nei programmi delle varie forze politiche non è contemplata alcuna strategia che affronti i problemi con un progetto di lungo termine.

Altro tema, quello delle energie rinnovabili. E’ presente in tutti i programmi elettorali, ma in forma molto generica, senza mai entrare nel merito di come affrontare seriamente l’argomento della povertà energetica, dell’efficienza energetica, dell’aumento dei costi energetici, dell’autoconsumo e di cosa fare per contenere le importazioni di combustibili. Nessun riferimento preciso a come si intende riformare e riorganizzare la politica energetica.

Il traguardo in questo settore non può essere solo quello di decarbonizzare qualche centrale di produzione o di chiuderla, ma di come liberarsi nel tempo completamente delle fonti fossili e soddisfare con le rinnovabili i bisogni totali di energia, come stanno programmando altri Stati.

Non è sufficiente dire, riguardo alle fonti rinnovabili, che il futuro è in mano ai piccoli impianti e che bisogna affrontare il tema della povertà energetica per venire incontro agli utenti in condizioni di disagio economico, se poi non si ha una visione strategica di come affrontare questi argomenti.

Stanziare ad esempio 4.794.000 euro per incentivare l’uso delle fonti di energia rinnovabili, come ha fatto la Regione Puglia, e prevedere di destinare tali somme, secondo dichiarazioni dell’Assessore Mazzarano, alla realizzazione di impianti fotovoltaici da assegnare in comodato d’uso alle utenze residenziali domestiche condominiali di cittadini che vivono in condizioni di disagio socio economico, non mi pare sia la migliore strada da percorrere.

Né può esserlo la proposta del Movimento 5 Stelle presente in Consiglio, di istituire il “Reddito Energetico Regionale”, che prevede, sempre in comodato d’uso, l’acquisto e la messa a disposizione da parte della Regione di impianti fotovoltaici sui tetti delle case dei cittadini bisognosi e i proventi della quota di energia in eccesso sarebbero incassati dalla Regione, che li reinvestirebbe per alimentare la misura.

Entrambe le proposte sono limitative, perché coinvolgerebbero un limitato numero di beneficiari, in quanto tutti i costi di realizzazione sarebbero a carico della Regione; le entrate derivanti dalla vendita di energia dello scambio sul posto sarebbero così esigue che non impinguerebbero per nulla il fondo di partenza; il messaggio verrebbe colto solo come aiuto da parte della Regione alle famiglie bisognose e non anche come investimento per salvaguardare l’ambiente, il clima e la salute.

Ritengo che a tutti i cittadini, che stanno facendo il sacrificio per sostenere gli oneri che lo Stato impegna per lo sviluppo delle energie rinnovabili, non si possa negare l’opportunità di intervenire direttamente in questo campo, solo perché non hanno le risorse iniziali per affrontare la spesa.

Il cittadino va coinvolto nel progetto con una partecipazione diretta e le proposte potrebbero essere che lo Stato estenda le detrazioni fiscali previste per le fonti rinnovabili anche agli incapienti e consenta la trasformazione in liquidità immediata per la realizzazione di impianti fotovoltaici e solari termici.

Le Regioni istituiscano un “Fondo di Garanzia” da destinare alla promozione delle energie rinnovabili, in modo da favorire l’accesso al credito per la somma mancante alla realizzazione dell’impianto, e prevedano un contributo per l’abbattimento del tasso di interessi.

Il cittadino, anche quello incapiente, si impegnerà a restituire alla Banca quanto dovuto mediante un piano di ammortamento, il cui importo mensile o semestrale dipenderà dai risparmi ottenuti e dalle possibili entrate riconosciute dal GSE per lo scambio sul posto dell’energia non consumata.

Questa soluzione potrebbe portare ad un incremento notevole di realizzazione di impianti, con conseguente crescita occupazionale, cambiamento culturale del cittadino nei confronti delle energie pulite, risoluzione della povertà energetica, risparmio per le Regioni del “Bonus Energia Elettrica” riconosciuto oggi alle famiglie con basso reddito.

La Politica entri nel merito di questi temi, non si limiti a slogan elettorali, adotti concretamente il sistema della partecipazione e forse, con il tempo, si risolverà realmente il problema della povertà energetica, che già oggi coinvolge più di 4 milioni di famiglie in Italia. Facciamo in modo che il diritto di autoprodurre e autoconsumare energia generata dal sole non sia solo di pochi.

Lo stesso Parlamento Europeo, in tema di rinnovabili, è orientato, su decisione già presa dalla Commissione Ambiente, di riconoscere il diritto per singoli e comunità di produrre, consumare, stoccare energia e vendere quella in eccesso senza pagare tasse e oneri aggiuntivi. Se ciò, a breve, dovesse diventare indirizzo per tutti gli Stati comunitari, sarà una svolta epocale, perché questo porterà anche a contenere notevolmente i consumi di gas e si potrà fare a meno di ulteriori gasdotti.

 

Nicolino Sticchi

MEGA IMPIANTO EOLICO DI CARPIGNANO SALENTINO Italia Nostra presenta le Osservazioni allo Studio di V.I.A.

La Sezione Sud Salento di Italia Nostra, dando seguito alle risultanze del Convegno organizzato lo scorso 8 Febbraio a Carpignano salentino su  “Grandi impianti eolici: benefici o danni al territorio?” afferente al progetto che la Società “Tozzi Green” spa intende realizzare a Carpignano Salentino nelle Contrade “Limbi”, ”Schifi” e “Fischetti”, ha pre-sentato presso il Servizio Ambiente della Provincia di Lecce le proprie Osservazioni allo Studio di Valutazione d’Impatto Ambientale.

            Il progetto in questione prevede l’installazione di n. 5 aereogeneratori da 3.45 MW dell’altezza complessiva di 180 m. (da collocarsi a poche centinaia di metri dall’impianto eolico già esistente costituito da n. 7 aereogeneratori alti 140) che risulterebbero quattro volte l’altezza della Guglia di Soleto e quasi tre volte il campanile di Lecce. Queste enormi macchine, le cui  opere di interconnessione ricadono anche sui territori di Martano, Calimera e Martignano, andrebbero a collocarsi su aree totalmente interessate da ulivi (anche secolari), in prossimità di insediamenti rurali, di aree boscate, di attività agrituristiche ed altri insediamenti significati del paesaggio tra cui il complesso conventuale dei Cistercensi di Martano.

             Dalle relazioni esposte nel Convegno dell’8 Febbraio dall’Arch. Luigina Antonazzo, dall’Ing. Antonio De Giorgi e dall’Avv. Donato Saracino  erano già emerse una serie di criticità per le quali tale progetto risulterebbe del tutto incompatibile con il territorio nonchè in contrasto con diverse disposizioni in materia e per le quali, nelle conclusioni del Convegno, il Sindaco di Carpignano Salentino Dott. Paolo Fiorillo e il Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone hanno affermato lo loro contrarietà al progetto.

             Sulla scorta di tali risultanze e sulla base delle analisi dello Studio di V.I.A. la Sezione Sud Salento di Italia Nostra ha improntato le proprie osservazioni da cui si evidenzia che l’intervento non può ritenersi di pubblica utilità in quanto risponde ad esclusive ragioni di interesse economico del proponente che – tra l’altro – non ha valutato alcuna alternativa di localizzazione degli aereogeneratori. Inoltre il progetto risulterebbe difforme alle disposizioni della Legge n.239/2004, che stabilisce che tali impianti devono trovare un adeguato equilibrio con le caratteristiche fisiche e geografiche dei luoghi, nonchè difforme dalle previsioni del Piano Energetico Ambientale Regionale in quanto non è rapportato alle reali necessità regionali visto la Puglia produce un esubero di energia dell’80% rispetto ai propri fabbisogni.

Sempre dalla analisi dello Studio di V.I.A. è stato rilevato che l’Azienda ha sottostimato le distanze di sicurezza – in caso di rottura delle pale – dai luoghi sensibili (come stabiliscono le Linee Guida regionali) e non ha valutato le interferenze di tali impianti con gli spazi aerei in ragione della vicinanza con l’ aereoporto di Galatina e con l’aviosuperfice di Melendugno; è stato rilevato inoltre che la localizzazione di tale impianto è stato fatta in assenza di un P.R.I.E comunale e intercomunale, che la sottostazione di smistamento (localizzata a Martignano) non rispetta le distanze stabilite dalle Linee Guida regionali dagli abitati di Calimera e Martignano, che non è stata valutata adeguatamente la loro compatibilità con le produzioni tipiche e di qualità, l’impatto sulla flora, sulla fauna e quello sugli ecosistemi, così come il cosiddetto “effetto selva” come stabilito dal Regolamento regionale n.9/2006.

          Per tali motivazioni la Sezione Sud Salento di Italia Nostra ha chiesto all’ Ufficio della Provincia di Lecce che per tale progetto non venga autorizzato in quanto non risponde ai requisiti stabiliti dalle normative in materia.

 

 

                                                                                              Marcello Seclì

                                                                    Presidente Italia Nostra –  Sezione Sud Salento